giovedì, 13 novembre 08 09:28 am
SUONA, SE PUOI
SUONA, SE PUOI
Cammino sulle corde,
i miei occhi bagnati
tra le isole.
Sulle rocce vedo un archetto
con la bocca secca.
Le acque pure sono
le gocce nel vuoto
dove si incontrano
i venti e i mari,
sono nelle corde.
Un archetto del mio sangue
e delle mie ossa
suona il mio corpo.
Mi avvicina alle rocce.
La mia pelle è aperta
per una melodia nuda!
Suona, se puoi,
il mio corpo
ma guardando sempre
i miei occhi aperti per tutto!
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La incisiva sensualità dell'Autrice in questa poesia scuote tutti i sensi e non lascia incertezze. E' una sfida apertamente sincera e rilevante, un incontro che non ammette transizioni di tollerante inesperienza ed insicurezza.
In questi versi, Marina traccia la sintesi di una sofferenza maturata lungo strade impervie e naturali con le quali ci si deve confrontare per giungere ad un equilibrio sostanziale che tiene conto dell'esperienza.
Detto questo, Marina si propone per una nuova esperienza ed avverte che non cederà a chi è incapace di comprenderla e di tenere conto delle sue esigenze.
Ritengo quindi che questa poesia sia un corpo unico malgrado si sia indotti a ritenere gli ultimi versi la chiave di lettura. In effetti, essi non avrebbero ragione d'essere senza le premesse dei primi.
Personalmente apprezzo molto le proposte di Marina su questi temi e non posso altro se non sinceramente elogiarla. Complimenti!
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Detto questo, Marina si propone per una nuova esperienza ed avverte che non cederà a chi è incapace di comprenderla e di tenere conto delle sue esigenze.
Ritengo quindi che questa poesia sia un corpo unico malgrado si sia indotti a ritenere gli ultimi versi la chiave di lettura. In effetti, essi non avrebbero ragione d'essere senza le premesse dei primi.
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In questi versi, Marina traccia la sintesi di una sofferenza maturata lungo strade impervie e naturali con le quali ci si deve confrontare per giungere ad un equilibrio sostanziale che tiene conto dell'esperienza.
Detto questo, Marina si propone per una nuova esperienza ed avverte che non cederà a chi è incapace di comprenderla e di tenere conto delle sue esigenze.
Ritengo quindi che questa poesia sia un corpo unico malgrado si sia indotti a ritenere gli ultimi versi la chiave di lettura. In effetti, essi non avrebbero ragione d'essere senza le premesse dei primi.
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