Marina

Un nodo dei suoni

PRELUDIO

PRELUDIO


Tu mi pensi negli spazi aperti!

 

Ho solo una finestra,

il mio sguardo arriva

di fronte all'aperto

dove mi travolgono

le mani mai viste

e il mio pianto penetra

per venire incontro a te.

 

Ti guardo

dalla mia finestra,

cammino,

non chiedo niente

e urlo di gioia

perché tu mi hai chiuso   

ancora una porta.

Che io possa essere

il tuo spazio aperto!

 

Ti riconosco

dove si incrociano chiuso e aperto!

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Il desiderio di libertà sembra contrapposto nella visione degli spazi aperti e delle porte chiuse ma, in realtà, la consapevolezza di se stessa induce la nostra poetessa a proporsi lei stessa come emblema di quella libertà. Lo fa offrendosi ancora come agnello sacrificale sull'altare di un rapporto intenso e poetico per assurgere alla sua potenziale capacità di riscattare nella fiducia un ruolo primario ed essenziale nel discernimento e distinguo di chi lei riconosce nel transito esistenziale.


Un tema così profondo, somigliante a tanti quadri del primo novecento, viene trattato da Marina con tratti rapidi ed esaustivi.

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