mercoledì, 07 gennaio 09 01:57 pm
PRELUDIO
PRELUDIO
Tu mi pensi negli spazi aperti!
Ho solo una finestra,
il mio sguardo arriva
di fronte all'aperto
dove mi travolgono
le mani mai viste
e il mio pianto penetra
per venire incontro a te.
Ti guardo
dalla mia finestra,
cammino,
non chiedo niente
e urlo di gioia
perché tu mi hai chiuso
ancora una porta.
Che io possa essere
il tuo spazio aperto!
Ti riconosco
dove si incrociano chiuso e aperto!
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Il desiderio di libertà sembra contrapposto nella visione degli spazi aperti e delle porte chiuse ma, in realtà, la consapevolezza di se stessa induce la nostra poetessa a proporsi lei stessa come emblema di quella libertà. Lo fa offrendosi ancora come agnello sacrificale sull'altare di un rapporto intenso e poetico per assurgere alla sua potenziale capacità di riscattare nella fiducia un ruolo primario ed essenziale nel discernimento e distinguo di chi lei riconosce nel transito esistenziale.
Un tema così profondo, somigliante a tanti quadri del primo novecento, viene trattato da Marina con tratti rapidi ed esaustivi.
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