OMBRE DELL'ASSENZA
OMBRE DELL’ASSENZA
Vi canterò per un’altra voce
dall’unico spazio nell’infinità.
Davanti agli occhi niente
solo due ombre senza paura
che ballano colorando
il corpo e il cammino sulle strade
avvolte dagli angoli del sangue.
Vi canterò per un’altra voce
sorda e muta.
Tra le gambe
si prega, nell’unica purezza,
per la vista come fosse la morte
che osserverà
un corpo nell’altro,
per far vedere almeno una volta
che la più pura acqua sulle labbra
è il sangue uscito dalla vergogna.
Presenza di una mente incosciente
è l’unica che fa vivere
ed io stesso non posso
ma vi canterò per un’altra voce
di pietra, annodata dalle onde del mare,
e così vi porterò vicino alla pelle
che respira
solo ricordandosi alle vite lontane,
sperando che una volta toccherà se stessa
in un vento forte che le sfiorirà
tutta l’oscurità
venuta dalla mente umana
per poter ridere davanti all’icona,
come fosse un fulmine nella nebbia,
agli uomini
mentre la Santa carezza la sua nudità.
Davanti a tutti nudo
ora vi canterò io,
sono qui per un instante
che somiglia all’immensità
Di sangue
Di pietra
Di paura
Di vento
E di Vergogna scomparsa
E di Sguardo senza vista
E di Vittoria mia
mentre sono sprofondato in niente!
Un respiro, abbandonato da me stesso,
scivola nelle mie ossa
e risveglia il mondo addormentato
di questa terra.
Anima si vende sulle strade
ed è bello guardarla adesso!
Io stesso non ci sono
ma vedo, vedo
come l’uomo si uccide da solo,
cammina,
sorride,
piange solo per se stesso
in unico dialogo
del desiderio e dell’arduità!


