Marina

Un nodo dei suoni

NON E' COSI' SOLITARIO


NON E' COSI' SOLITARIO


I morsi di lupo rabbioso
sulla mia pelle
lo richiamo col mio sangue,
non è così solitario
nello sfiorarmi le labbra,
si riconosce nel mio urlo,
i nostri sguardi camminano,
da lontano,
così vicini.

Lasciami i tuoi passi
nella notte
stringi il mio collo
con il respiro di lupo rabbioso,
ti aspetto come una pecora
senza gli occhi -
mi richiamo da sempre.


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Bella, Marina. Mi fa piacere di ritrovarti anche qui, di ritrovare inoltre Ivano e Luciano!!!! Ti mando via mail alcune osservazioni tecniche!!! Un abbraccio a tutti!


 


 Ale (Corde in minugia)


 


In questa invocazione, Marina lancia un appello straziante a colui che, malgrado l'impeto bestiale, ha fatto breccia in lei.


Nei suoi versi, la nostra ospite non transige da questa impellenza pragmatica. Non si ritrae rispetto il contesto di una relazione violenta ma condivisa e perciò sublimale.


Inquieta invece la posizione di colui che ne è il soggetto. Egli non è vicino e, per colmare la lontananza, Marina accentua l'arrendevolezza masochistica di chi si offre con slancio partecipe e senza freni.


In sintesi, la nostra poetessa riesce coinvolgere il lettore trascinandolo con pochi versi nell'abbrivio relazionale che la turba e la soddisfa soltanto quando cancella con le labbra la solitudine dell'amante.


Mi riservo di leggere nel prosieguo le altre composizioni che saranno, non ne dubito, altrettanto interessanti.

Versi a tinte forti,ricchi di immagini paurose e a tratti sardonichedegne di una grande poetessa.Mi piace molto.  
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