sabato, 06 dicembre 08 10:02 pm
DORMI NEL SANGUE
DORMI NEL SANGUE
Ti guardo
suonano le lacrime,
la mia pelle è ardente.
Non ti avvicinare
al mio corpo
sudato dagli uomini
che non ho conosciuto mai.
La santità,
il mio sguardo
sono avvolti
dai miei pensieri profani.
Dormi nel sangue,
ti accarezzo
con le mie mani bianche
i pezzi delle mie ossa
sorridendo camminano
sui muri neri.
Ti lascio,
mi aspettano i frati
davanti all'icona,
aspettano il piacere
tra le mie gambe.
Quando ti svegli,
vieni,
trovami tra i monasteri.
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È davvero una bella poesia, concordo con Luciano sulla percezione forte che si ha d'amor sacro e profano, di un atteggiamento metafisico e quasi religioso incastrato in una carnalità d'ossa e di sangue. Marina inoltre si rivolge al suo interlocutore con gli imperativo "dormi" e "vieni" inframezzati da quel "ti lascio" (libero)... molto bello e generoso!
Trovo che questa cara la mia signora Popadic sia davvero ben riuscita e le porgo i miei sentiti complimenti!!!! Lieto d'esser passato in questo monastero!
Trovo che questa cara la mia signora Popadic sia davvero ben riuscita e le porgo i miei sentiti complimenti!!!! Lieto d'esser passato in questo monastero!
Questa poesia di forte intensità ovvero di quella intensità che Marina è capace di riversare in tutte le sue poesie ci conduce nell'intima sfera dei sentimenti che colgono ed estraggono dall'essere gli stimoli della riflessione.
E' una poesia di una sensualità forte e provocatoria. In essa, l'amore profano si perpetua nell'amore sacro e tutto concorre a prendere parte con passione alla ricerca di una fusione completa, senza remore e senza confini.
Sono presenti simboli e giochi assoluti che solo apparentemente sembrano infantili nel mentre ci attraggono nel mistero fitto dell'amore che si concede, cede, si sacrifica, perde, non demorde e riprende la strada nella certezza di rifiorire.
Nel suo divenire, è una poesia invitante ed eccitante. Dobbiamo senza meno un elogio ad una petessa che sa come comunicare.
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